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Acicastello: stop al canone di depurazione. Il CSA diffida Sindaco, Casalotto e Ato |
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mercoledì 15 ottobre 2008 |

Il Centro Studi Acitrezza sulla base della dichiarazione di illegittimità del canone di depurazione da parte della Corte Costituzionale ha diffidato il Sindaco del Comune di Acicastello Silvestra Raimondo, il Direttore della società Acque di Casalotto S.p.A. Guidotti e l’ATO Acque Catania all’immediata cessazione delle richieste di pagamento del canone di depurazione e al rimborso di tutte le somme illegittimamente riscosse in mancanza del servizio.
La sentenza 335 del 10 ottobre 2008 della Corte Costituzionale
Infatti, la Corte Costituzionale con la sentenza n. 335 del 10 ottobre 2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 14 comma 1 della legge Galli, nonché l’articolo 155 del decreto legislativo in materia ambientale nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui manchino gli impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi.
Il Centro Studi Acitrezza, che negli anni aveva diffidato più volte il Comune di Acicastello per il rimborso del canone di depurazione in mancanza del servizio, in quanto gli scarichi fognari finiscono in piena Area Marina Protetta, organizzerà domenica 19 ottobre alle ore 17,30 in piazza Giovanni Verga ad Acitrezza un incontro dove saranno distribuiti i moduli per chiedere l’immediato rimborso di tutte le somme che sono state riscosse nei confronti di tutti gli utenti del Comune di Acicastello, oltre interessi e rivalutazione economica.
Il CSA nell’ottobre del 2004 aveva presentato al Sindaco Silvestra Raimondo una petizione con oltre 1.300 firme chiedendo il rimborso del canone di depurazione per mancanza del servizio corrispettivo, senza aver mai ricevuto risposta formale. Successivamente l’associazione trezzota aveva presentato esposto al Garante del Contribuente per la Sicilia che aveva dichiarato l’illegittimità della richiesta dell’IVA sul tributo di depurazione, oltre ad aver presentato diversi ricorsi in Commissione tributaria, che a questo punto avranno un esito positivo scontato.
Inoltre l’associazione sta predisponendo la documentazione da inviare alla Corte dei Conti per la Sicilia al fine di accertare se vi siano stati danni erariali da parte di amministratori e funzionari comunali.
Giovanni Grasso e Antonio Guarnera responsabili del CSA precisano: “La Raimondo, Acque di Casalotto e Ato Acque ora dovrebbero chiedere scusa a tutti i cittadini, oltre a premurarsi immediatamente per il rimborso del canone di depurazione. In tutti questi anni Comune e Acque di Casalotto non hanno mai voluto sospendere il canone in attesa degli esiti delle sentenze, anzi in alcuni casi si è arrivati all’interruzione delle forniture idriche per quegli utenti che non accettavano queste illegittimità. Gli Amministratori Comunali secondo noi dovrebbero fare un esame di coscienza e dimettersi”. |