Acitrezza, Lungomare dei Ciclopi: attesa per la conferenza dei servizi

 

Altro passo in avanti per l’unione del lungomare dei Ciclopi di Acitrezza. Dopo l’audizione di giovedì scorso con i rappresentanti della commissione Ambiente all’ARS di Palermo, la prossima tappa sarà la conferenza dei servizi ad Acicastello indetta nei prossimi giorni dal governo regionale con il Comune castellese, l’ente gestore del lido, le associazioni locali coinvolte nella vicenda.

Nei giorni precedenti alla riunione, è scoppiata la polemica sui social network e su alcuni quotidiani regionali. La causa, secondo alcuni utenti Facebook coinvolti nel “caso Lungomare”, risale a qualche giorno prima dell’audizione: il Comune di Acicastello con un’ordinanza ha intimato alla ditta “Gli Ulivi” s.r.l. di provvedere a proprie cure e spese alla rimozione delle opere abusive entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso.

Il Sindaco castellese, da canto suo, ha già comunicato che questa settimana gli uffici preposti rilasceranno alla ditta “Gli Ulivi” s. r. l. l’autorizzazione per la ripresa dell’attività del Lido, esclusa la parte della struttura soggetta ad ordinanza.

Anche Angela Foti, componente della commissione Ambiente all’ARS, in una nota ufficiale punta con forza all’unione del lungomare dei Ciclopi, guardando, come tutti i partecipanti presenti alla conferenza, alla tutela dell’ambiente e dei lavoratori.

L’associazione culturale Centro Studi Acitrezza, in occasione dell’incontro palermitano, ha presentato una nota con la quale si pone a difesa del territorio e dei lavoratori del lido. Il CSA ha proposto la realizzazione di un passaggio permanente ciclo-pedonale ecosostenibile.

“Il passaggio ciclopedonale che unirà il lungomare dei Ciclopi – commenta Antonio Castorina, Presidente del CSA – è un’opera che tutti i cittadini di Acitrezza aspettano ormai da troppo tempo, nessuno può impedire il libero transito sulla battigia. Vogliamo che vengano rispettati ambiente e lavoratori. Ma soprattutto la volontà popolare e la legge in materia, perché i trezzoti sono stufi di questa situazione”.


Stampa   Email