Acitrezza, il CSA ricorda la nascita della bandiera siciliana

Acitrezza, il CSA ricorda la nascita della bandiera siciliana
Una bandiera, una storia. Il racconto della nascita della bandiera siciliana è stato al centro dell'incontro organizzato dall'associazione culturale Centro Studi Acitrezza in piazza Giovanni Verga ad Acitrezza.

Il CSA ha invitato il professore Salvatore Musumeci, giornalista e storico della Sicilia dell'Università di Camerino, e Santo Trovato, studioso della lingua e della cultura siciliana.

Dopo i saluti del padrone di casa Antonio Castorina, Presidente del CSA, che ha presentato gli ospiti e ha tracciato le linee guida dell'incontro, il microfono è passato a Santo Trovato che ha parlato della lingua siciliana e dell'identità isolana. Il suo intervento si è concluso con la lettura di una poesia scritta dal poeta siciliano Ignazio Buttitta. 

A seguire il prof Salvatore Musumeci ha parlato dei fatti legati alla Guerra del Vespro del 1282, della nascita della bandiera siciliana e, in conclusione, della situazione attuale in cui versa la nostra regione.

La bandiera giallo e rossa della Sicilia venne creata nel 1282 dalla Confederazione delle Città della Sicilia. Dopo la rivolta del Vespro del 30 marzo 1282 a Palermo, si sancì la nascita con un patto solenne firmato il 3 aprile del 1282, a seguito della cacciata dei francesi dalla Sicilia. Questa guerra, secondo gli storici, rappresenta simbolicamente la rivoluzione francese dell'epoca.

Antonio Castorina, Presidente del CSA, al termine dell'incontro ha dichiarato soddisfatto: "Il 3 Aprile è una ricorrenza importantissima per ogni siciliano. La nostra bandiera è la quarta più antica al mondo e rappresenta un unicum nel panorama mondiale. E' stata scelta da un popolo e non da un governante e ancora oggi identifica la Sicilia a livello internazionale. Il Centro Studi Acitrezza ha voluto ricordare questo evento invitando due esperti in materia come il professore Salvatore Musumeci e Santo Trovato, che ringraziamo. L'obbiettivo della manifestazione odierna era quello di far conoscere la nostra storia a chi l'ha dimenticata, perché un popolo senza Storia è un popolo perso per sempre".


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